Cammino dei Briganti in Sicilia

Itinerario: storico
5 giorni

Il Cammino dei Briganti in Sicilia è un itinerario storico-naturalistico che si sviluppa lungo circa centocinque chilometri, attraversando i territori montani dell’entroterra siciliano, tra le province di Messina, Enna e Palermo. Il percorso segue un tracciato che tocca sette comuni: San Mauro Castelverde, Gangi, Sperlinga, Nicosia, Capizzi, Troina e Cesarò. L’itinerario, ispirato al fenomeno del brigantaggio post-unitario, in particolare alle vicende della cosiddetta banda maurina, propone un viaggio immersivo tra paesaggi incontaminati, sentieri boschivi, borghi storici e luoghi simbolici della ribellione armata che caratterizzò l’isola dopo l’unificazione italiana. Il cammino nasce all’interno di un progetto di valorizzazione territoriale e culturale che interpreta il brigantaggio non solo come fatto criminale, ma come manifestazione sociale, antropologica e politica radicata nel contesto rurale dell’epoca. La sua funzione è quella di coniugare storia e territorio, raccontando vicende drammatiche e complesse attraverso un itinerario che si snoda tra montagne, trazzere, boschi, casali abbandonati, ruderi e caserme. Lungo il percorso si incontrano testimonianze materiali e immateriali legate ai briganti e al loro mondo, dalla nascita delle bande alla scelta dei nascondigli, fino alla loro repressione e al lento declino, culminato nell’assedio di Gangi del 1926 a opera del prefetto Cesare Mori. Questo cammino si propone come una forma di turismo identitario, legato alla memoria collettiva e al patrimonio culturale delle comunità locali. È fruibile a piedi, a cavallo, in mountain bike e, con i giusti supporti, anche da persone con mobilità ridotta. L’esperienza del viaggio diventa quindi un modo per riscoprire un pezzo di Sicilia autentica, lontana dalle rotte turistiche convenzionali, capace di raccontare se stessa attraverso i segni della sua storia più tormentata e affascinante. A guidare il viaggiatore non è solo il paesaggio, ma anche la narrazione: ogni tappa offre spunti di riflessione su episodi realmente accaduti, articoli di giornale dell’epoca, figure emblematiche come quella di Melchiorre Candino, lettere intimidatorie pubblicate sui quotidiani, storie di sequestri, vendette, omicidi, ma anche di resistenza civile e tentativi di giustizia. L’intero percorso è immerso in un contesto naturale straordinario, tra il Parco dei Nebrodi e il Parco delle Madonie, che rappresentano due dei principali polmoni verdi dell’isola e offrono scorci paesaggistici di grande suggestione. Il Cammino dei Briganti non è solo un sentiero da percorrere, ma un viaggio nella memoria storica e sociale della Sicilia, un modo per leggere il passato con occhi nuovi e per interrogarsi su ciò che resta oggi di quelle fratture tra Stato e società, tra centro e periferia, tra legalità e ribellione. È un invito a camminare dentro la storia, a conoscere un’altra Sicilia, fatta di voci, silenzi, pietre e racconti tramandati nel tempo.



Link: https://www.camminodeibrigantisicilia.it/

San Mauro Castelverde

Prima tappa di circa 18,5 km (7 h), in cui si abbandona San Mauro Castelverde per inoltrarsi tra le Madonie, inizialmente nella pineta di Colle Calandra. Si incontrano antichi abbeveratoi, un frassino da manna secolare, resti di un mulino e l’ulivo di 1.800 anni lungo la SP 60. Dopo una salita sulle trazzere rurali tra Montededero, Rainò, Celso e Pascovaglio, si giunge al borgo di Gangi. Un itinerario immerso nel paesaggio e nella memoria contadina, che introduce immediatamente alla storia del brigantaggio siciliano

Gangi

Seconda tappa: da Gangi a Sperlinga, circa 16,5 km (4 h), con 370 m di salita. Il percorso segue la SS 120 fino a contrada Soprano, poi su strada comunale pianeggiante, attraversando una zona tipica di uliveti e coltivi. Si sale infine al suggestivo borgo di Sperlinga arroccato su una rocca. Chi prosegue fino a Nicosia affronta altri 6 km su asfalto o sterrato, totalizzando circa 22,5 km (6 h)

Sperlinga

Nicosia

Terza tappa: da Sperlinga si percorrono 23 km (circa 7 h, dislivello +970 m). Chi parte da Nicosia percorre invece circa 16,5 km (~5 h, dislivello +770 m). Entrambe le varianti attraversano strade secondarie e trazzere antiche, intersecando la SS 120 e la SS 117, fino all’abitato di Capizzi, posto intorno a 1.100 m di quota nel cuore dei Nebrodi

Capizzi

Quarta tappa: circa 25 km (7 h 30 m), con altitudine compresa tra 1.070 e 1.520 m. Si parte da Capizzi, si cammina lungo la SP 168 verso Caronia, poi si entra nella dorsale dei Nebrodi per boschi di roverelle, querce, aceri e faggi. Si attraversano aree attrezzate come Nocita e il rifugio Mafauda, per giungere all’ex caserma delle guardie campestri Sambuchello, dove si pernotta; il paesaggio è selvaggio e suggestivo

Caserma Sambuchello

Quinta tappa: circa 22 km (6 h 30 m), con quota massima di 1.510 m e minima di 1.160 m. Si parte dalla Caserma Sambuchello, si attraversano sorgenti storiche (Fontana Bianca, Malpertusa…), si sale verso Monte Ambolà oltre i 1.500 m. Dopo lo scollinamento si scende a Piano delle Case, luogo dello storico scontro tra la banda di Candino e la famiglia Leanza. Si prosegue per circa 8 km fino a Cesarò, dove un epitaffio ricorda la disfatta della banda maurina

Cesarò