Itinerario: storico
11 giorni
La Via Fabaria è un suggestivo cammino storico che attraversa la Sicilia sudorientale, seguendo un antico percorso che collegava le città di Agrigento e Gela fino a Siracusa. Il nome richiama la presenza nei tempi antichi delle “fabae”, ovvero le fave, coltivate e commerciate lungo questo itinerario rurale e costiero. Camminando sulla Via Fabaria si incontrano paesaggi di grande fascino, tra campi coltivati, riserve naturali, spiagge dorate e piccoli borghi che conservano l’atmosfera autentica della Sicilia. Il cammino permette di scoprire resti archeologici, testimonianze delle antiche civiltà che hanno abitato l’isola, ma anche chiese, masserie e luoghi dove la tradizione agricola e la cultura locale si esprimono ancora oggi. Percorrere la Via Fabaria significa immergersi nella natura mediterranea, attraversare riserve come quella del fiume Irminio e zone di interesse naturalistico, fino a raggiungere il mare, dove il viaggio si conclude spesso di fronte a tramonti mozzafiato. È un’esperienza di viaggio lenta, ideale per chi desidera conoscere la Sicilia più autentica, assaporando il ritmo del territorio e incontrando le sue comunità.
La tappa inizia scendendo dalla rocca di Agrigento e prosegue per oltre un terzo su asfalto. Il percorso alterna salite e discese consecutive: piuttosto impegnativo per la lunghezza e il dislivello, conduce fuori Agrigento tra scenari urbani e campagne mediterranee.
Si lascia il centro “del Gattopardo” e si entra nella piana licatese verso sud‑est, seguendo in parte l’antica via romana registrata nell’Itinerarium Antonini. Il territorio costiero e rurale accompagna il viandante fino a Licata.
Tratto breve che segue la foce del fiume Salso lungo il golfo di Gela. Si evita la SS115 prendendo un tracciato costiero sulla falsariga dell’antica via romana.
Si cammina tra spiagge sabbiose e falesie d’argilla: un percorso suggestivo ma esposto, dove è essenziale portare acqua. La tappa termina con l’ingresso nella città di Gela proprio sul mare
Lasciata la costa, ci si addentra nella verde piana di Gela. Il dislivello è contenuto, il paesaggio agricolo si estende attorno fino all’arrivo a Niscemi, con i suoi scorci storici e naturale.
Tappa di media lunghezza che attraversa le campagne dell’entroterra catanese seguendo le regie trazzere da Niscemi fino a Caltagirone, cuore della Via Fabaria. Alternanza di pianura e colline dolci.
Dal centro storico di Caltagirone ci si addentra nelle campagne, calando verso i territori storici del barone di Vizzini, fino alla geometrica piazza esagonale di Grammichele, segnata da ordine urbanistico.
Tappa lunga e impegnativa per dislivelli e lunghezza: si risale verso l’interno catanese attraversando colline, boschi e vallate, sempre con l’Etna sullo sfondo. Si conclude a Militello.
Nonostante la lunghezza, il percorso è moderato: si raggiunge Lentini attraversando strade urbane, talvolta trafficate, con possibilità di sosta a Scordia.
Percorso particolare che sfrutta il treno per coprire la piana densamente antropizzata della zona di Catania e aggira la base aerea di Sigonella. Termina a Paternò.
Tappa più breve che alterna tratti rurali e strade provinciali tra Paternò e Adrano. Ambientazione fortemente urbanizzata verso la fine.
Per evitare zone intensamente urbanizzate ai margini dell’Etna e del fiume Simeto, il percorso devia verso aree agricole vulcaniche, arrivando fino a Bronte.
Si lascia Bronte e si segue il corso del torrente Saracena tenendosi a ovest delle forre vulcaniche del Simeto, fino all’Abbazia di Maniace dentro il Castello Nelson.
L’arrivo a Randazzo, città medievale in pietra lavica, segna la conclusione del cammino. Qui la storia normanna, l’architettura e la vista dell’Etna si fondono.