La Rettoria di Santa Ninfa, nota anche come chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi, è un edificio religioso in stile manierista situato lungo Via Maqueda nel centro storico di Palermo. Appartenente alla Prefettura, è affidata all’Arcidiocesi. Costruita a partire dal 1601 con la posa della prima pietra alla presenza del fondatore dell’ordine religioso Camillo De Lellis, la chiesa è una delle prime architetture realizzate dopo l’apertura di Via Maqueda. Il presbiterio, edificato tra il 1624 e il 1649, ospita un grande dipinto ad olio che rappresenta Santa Ninfa assieme alle sante patrone Rosalia, Agata ed Oliva davanti alla Trinità, alla Vergine e a San Giuseppe. Dietro l’altare è collocato un importante sarcofago in diaspro nero appartenente al marito della benefattrice Francesca Perollo, marchesa di Lucca Sicula.
L’intervento previsto riguarda il restauro del retro altare e del sarcofago della famiglia Lucchesi Palli, oltre alla nicchia che lo contiene e all’ingresso della cripta dove sarebbero sepolti architetti del Seicento. Si procederà con la pulitura, il consolidamento delle superfici, il ripristino delle parti mancanti delle modanature, il restauro degli stucchi laterali con reintegro dei colori e delle dorature, e la ricostruzione del soppalco in legno integrando parti nuove laddove necessario.
Nel corso degli anni la Rettoria ha subito danni dovuti ad umidità di risalita e infiltrazioni, specialmente dal tetto e da vicoli limitrofi, che hanno causato degrado agli stucchi. Le parti danneggiate mostrano fuoriuscita di sali, perdita di parti ornamentali e alterazione cromatica. L’intervento mira a recuperare originalità, decoro e stabilità strutturale, restituendo al bene la sua integrità artistica e permettendo una migliore fruizione religiosa e culturale.
Restaurare questo monumento significa preservare una pagina importante della storia barocca palermitana, valorizzare l’arte locale e garantire alle generazioni future la conservazione di un bene di altissimo valore storico estetico. I lavori richiesti ammontano a 90.000 euro, e la raccolta fondi è aperta.
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